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CENTRO OPERATIVO COMUNALE PROTEZIONE CIVILE

Corso Triona, 14 Bisacquino PA 90032 IT


Polizia Municipale BISACQUINO (PA)

Rassegna Stampa

ultimo aggiornamento 29/03/2015

50 articoli

  La Sicilia disarmata di fronte agli incendi

 

Repubblica — 07 ottobre 2007 pagina 12 sezione: PALERMO

(segue dalla prima di cronaca)

 

Dobbiamo riconoscerlo: la prevenzione non fa parte della nostra cultura. Lo vediamo in città appena piove: si allagano immediatamente le strade. Tutto poi si risolve grazie alla brevità delle piogge. Ma se le precipitazioni, anziché durare pochi minuti come normalmente avviene, si prolungassero per un' intera giornata, Palermo sarebbe per intero sommersa dalle acque, con buona pace dei palermitani e del loro sorridente sindaco. Nessuno pensa a questa evenienza. Si confida nella bontà del creato. La verità nascosta è che di fronte a situazioni appena fuori dalla norma siamo disarmati. Viviamo in un mondo globalizzato, siamo a conoscenza delle catastrofi che periodicamente colpiscono paesi e intere regioni, ma pensiamo di esserne immuni. Anche noi abbiamo avuto nel passato le nostre tragedie. Tutto rimosso. Siamo fatti così. Anche lo spettacolo allucinante che presentano adesso le campagne ridotte in cenere tornando in città lo abbiamo cancellato. Una leggerezza infinita che ritroviamo nelle istituzioni che ci rappresentano. Pare che solo un Comune, Bisacquino, abbia realizzato, nei termini previsti dalla Protezione civile, il censimento delle aree percorse da incendi, procedura necessaria per redigere il catasto delle zone bruciate. Ma c' è di più: gran parte delle amministrazioni comunali non ha ancora invitato i proprietari alla pulizia dei fondi lasciati incolti né tanto meno ha pubblicato sull' albo pretorio l' elenco delle aree abbandonate, mettendole a disposizione di chiunque sia interessato a utilizzarle. Il cinquanta per cento dei Comuni poi non ha ancora un regolamento sull' organizzazione dei fuochi controllati. La Regione ha dedicato, è vero, parte della seduta di fine settembre alla discussione di un ordine del giorno sugli incendi, ma con l' unico effetto di rivelare quanto sia scandalosamente in ritardo su questa delicata materia. Nel documento che al termine del dibattito è stato approvato si parla di una sala operativa unica, in grado di coordinare l' attività di prevenzione, di predisporre un' agile mobilitazione del personale del contingente antincendio, di incentivare i Comuni e le Province a dotarsi di piani di protezione civile, di ampliare i sistemi di telesorveglianza delle aree a rischio, di potenziare il personale già in servizio del corpo forestale accelerando le procedure di concorso, di favorire l' istituzione di nuovi distaccamenti di vigili del fuoco volontari. Bene. Ma non è niente di eccezionale. Sono provvedimenti in vigore da un' eternità nei Paesi civili. Nelle campagne, in verità, tutti vedono quello che accade più che nei condomini cittadini. La gente che vive nelle zone che sono state colpite è giustamente molto indignata, ma quando si chiedono in giro notizie sui possibili responsabili o peggio quando si avanzano ipotesi, prudentemente nessuno risponde. Se la collaborazione manca, non c' è scampo: si resta nel pantano. Forse è meglio cambiare cultura - come ha suggerito candidamente un deputato nel dibattito all' Ars - non piantare più pini ma alberi resistenti agli incendi. Ma esistono alberi resistenti agli incendi? - NINO ALONGI

 Finivano al Garcia i rifiuti del caseificio due denunciati

 

Repubblica — 27 giugno 2002 pagina 4 sezione: PALERMO

 

Stavano svuotando i rifiuti di un caseificio in un torrente poco distante da Bisacquino, uno dei corsi d' acqua che rifornisce la diga Garcia. A cogliere sul fatto F. R., 45 anni, rappresentante legale della ditta che a Chiusa Sclafani produce latticini, e un dipendente dell' azienda, sono stati i carabinieri e i vigili urbani di Bisacquino. A fare scattare le indagini sono state diverse segnalazioni arrivate dagli allevatori della zona che da tempo avevano notato le acque torbide e maleodoranti del ruscello. Un reato, quello di violazione delle norme ambientali, per il quale in passato F.R. era già stato denunciato. Oltre allo smaltimento illegale dei rifiuti, all' interno del caseificio, i carabinieri hanno anche rilevato alcune irregolarità per quanto riguarda lo stoccaggio dei residui di lavorazione del formaggio.